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    29 October

    Ore 3:48

    Improvviso mi sono svegliato... un botto... BOOM!
    che è stato? La domanda, è nata subito, istantaneamente mi sono chiesto cosa fosse accaduto. Ho guardato l'orologio. Le 3:48. Un rumore insolito per quell'ora del mattino, come una porta che sbatte. Ma ho lasciato tutto chiuso. La porta, la finestra, nulla che potesse chiudersi e provocare un suono così forte. Nulla. Forse qualche altra porta o finestra.
    Poi mi sono riaddormentato. Ho perso un po' di tempo per farlo, ma l'ho fatto. Mi sono svegliato qualche ora dopo. Con una domanda: cosa è stato?
    Ho chiesto in giro, se per caso qualcun altro avesse sentito. Niente, nessuno ha sentito niente. L'unica spiegazione? La mia immaginazione... Si, in uno stato semicosciente passare dal sonno al sogno infine alla realtà. Ho pensato davvero di aver immaginato tutto. D'altra parte perché solo io?
    Forse perché il libro riposto sullo scaffale era scivolato sonoramente nella mia stanza, non in quella dei miei amici, non solo nella mia testa...
    20 October

    Primavera

    Fari illuminano ombre…
    rimembranze dimenticate
    affiorano lente,
    non più offuscate dalla nebbia.
    Così ti avvicini nuovamente
    e lasci che si aprano confini,
    stranieri come noi un tempo…
    come giardini, già deserti,
    aridi, torniamo a fiorire.
    18 October

    Due momenti

    Mosso d’altro vento
    ora contemplo il Silenzio,
    nascosto lontano da te.
     
    Ineffabile, invece fuggi lontana,
    come un soffio fumante,
    alto già all’orizzonte.
    17 October

    Un'amica...

    Cade improvvisa
    lenta stilla dal cielo...
    anche tu... sorpresa!
    un tuo raggio, eccolo...
     
    Dal freddo nulla, ora scaldato
    inerme rimango
    accettando il tuo dono.
    11 October

    Lontano da casa

    Odori lontani...
    lasciano posto
    a ricordi vicini.
     
    Suoni familiari...
    sovrappongono voci
    di gente diversa.
     
    Visione e realtà,
    divise dal tempo,
    recise dallo spazio.

    Attimo di pausa

    Finalmente mi sono fermato!

    È passato un bel po’ di tempo dall’attimo in cui ho pensato che avrei dovuto scrivere qualcosa, al momento in cui tutto ciò si è realizzato e pian piano ha cominciato a prendere forma. Troppe cose da fare, troppe, ma veramente troppe! Il tutto poi è stato pesantemente condizionato dal recente infortunio accaduto a mia madre, niente grave, ma in ogni caso girare in casa col braccio destro ingessato fa si che i miei impegni casalinghi aumentino del 100%! Attenzione, non mi lamento, non è una lamentela, anche perché qualche giorno fa ho scoperto che bisogna passare dalle lamentele alle lamentazioni (e forse è una cosa che solo Angelo potrà cogliere…), è semplicemente una descrizione dei fatti che ha indotto solo tanta, ma tanta stanchezza.

    Inevitabilmente si tralasciano alcune cose, presi come si è da altri impegni, tuttavia nel cuore si serbano, gelosamente e con trepidazione, tutte quelle parole che avremmo voluto dire prima a chissà chi… vediamo insieme chi sono i “chissà chi”…

    Cominciamo con chi so io, con un gruppo di persone, amici con i quali ho condiviso qualche giornata delle mie durante questa estate: sono passate già due settimane dal nostro ultimo incontro, durante le quali ho avuto modo di centrare nuovamente l’obiettivo che fa parte della mia vita… un obiettivo il mio, che ha parametri ben diversi dai vostri, tutti numeri, percentuali e chissà cos’altro, certo, i vostri impegnano una parte della vostra vita, quella che si chiama lavoro, il mio obiettivo riguarda quella parte della vita che coincide con tutta la mia vita, chiamatela esistenza, vita terrena e vita spirituale, vita eterna, chiamatelo rapporto con Dio, con “l’Assoluto”, con “l’Infinitamente Altro”, con il “Tutt’altro che altro”, oppure se volete chiamiamola semplicemente vocazione, la mia vita nelle mani del Signore, per poter essere un giorno un fratello tra i fratelli, uno dei servi in quella vigna dove c’è tanto lavoro da fare.

    Aspetti vocazionali a parte posso ben dire che anche questa volta ho avuto la possibilità di fare una bella esperienza, conoscere persone nuove, cogliere aspetti della loro e della mia personalità che ho apprezzato, perché vuoi o non vuoi “tutto è grazia”!

    Il mio grazie va a Carmelo, Dino, Gero, Angelo, Antonella, Daniela, e perché no, anche a Maria Grazia e a Gabriele, grazie di cuore, veramente, avrei tante cose da dire, ma vorrei che una volta tanto fosse il silenzio a parlare e ad esprimere quanto vi sono grato. Perché la mia vita è un cammino, ad ogni passo incontro sulla mia strada persone da accogliere ed amare. E i passi che mi conducono verso Lui, sono a volte stanchi, altre pesanti, altre ancora sembra di correre e di poter arrivare quanto prima… altre infine sono passi cadenzati dall’inesorabile scansione del tempo, in un’aridità desertica dalla quale si esce solo con un incontro che ritempra il corpo e lo spirito, grazie a chi, all’Uno che da sempre ci tiene sotto assedio con la sua infinita misericordia…
    07 October

    mercoledì 4 ottobre 2006

    Poche righe veloci… rapido trasmetto su questo foglio le mie sensazioni, quasi fosse una foto, uno scatto sulla mia esistenza, su quello che sono, su quello che vedo…. Su quanto vivo…

    Vivo il caldo di una giornata strana, il cielo coperto nasconde il sole alla vista, l’aria calda ricorda che da qualche parte lui c’è, pronto a riscaldare le masse che riempiono l’ampia distesa azzurra sopra di noi…

    È come Dio… non lo vediamo, ma ne sentiamo la presenza… Dio come il sole… I raggi del suo amore che si spandono sulla Terra, in ogni luogo in ogni direzione, si spandono fino agli estremi confini della terra… anche se non li vediamo, sentiamo il loro benefico agire su di noi, sulla natura che ci circonda…

    Mettersi all’ascolto della parola di Dio, la Parola Silenziosa che urla l’amore di Dio per noi… oggi è possibile, basta solo volerlo: lo possiamo fare nelle nostre stanze, da soli o in compagnia, in un giardino o in un bosco assolato, qualsiasi posto diventa luogo di incontro preferenziale con il Signore. Basterà volerlo incontrare. Lui c’è. Siamo noi a non volerlo vedere. Ad ignorare ancora una volta la sua presenza nella nostra vita, ad ignorare che la nostra vita è solo nelle sue mani: dobbiamo aumentarne però la consapevolezza.

    Nella festa di s. Francesco d’Assisi è inevitabile pensare la natura come specchio della Creazione, una creazione che irradia tutta quanta la bellezza che il Sommo Creatore le ha voluto conferire. Noi contempliamo. Stiamo a guardare.

    A volte restiamo troppo fermi a guardare, la nostra contemplazione scade in un trascurare quanto Dio ha affidato all’uomo…

     

     

    Meraviglia
     
    È incredibilmente disarmante
    la tua presenza nella mia vita.
    Umile, povero, paziente.
    Così è come tu mi vuoi.
     
    Paziente aspetto,
    povero divento,
    umile ti cerco, ti accolgo:
    il tuo silenzio mi rapisce.
     
    Mi conduce dove tu vuoi,
    nel mondo che hai creato,
    ove cicale e uccelli lontani
    arpeggiano in coro la tua lode.
     
     
    Un pensiero
     
    Si alza  la vela,
    spinta dal vento
    mi porta al largo.
     
    Nel porto sicuro,
    il faro luminoso
    attende il rientro.
     
     
    T’ho rivisto nel silenzio
     
    Risate lontane
    rompono lievi
    il silenzio orante.
     
    Taciti sguardi
    incrociano sinceri
    visi d’amici ritrovati.
     

    martedì 3 ottobre 2006

    Le tue parole
     
    Le tue parole le ho dimenticate
    non ricordo più quanto mi hai detto.
    Non ricordo il colore dei tuoi occhi,
    o il suono della tua voce.
     
    Non ricordo ne il giorno che ti ho incontrato,
    ne il dì che te ne sei andata.
     
    Ricordo che mi sono ritrovato solo.
    Ma l'uomo in fondo non lo è mai.
     
     
     
    Nella notte oscura
     
    Il tuo passo davanti al mio
    La tua mano sulla mia spalla
    La tua voce forte che rincuora
    urla silenziosa il tuo amore.
     
     
     
    Non è la tua voce?
     
    Il vento soffia,
    tra gli alberi stanchi,
    d’ondeggiar soli
    dal mare lontani.
     
    Sul viso, fra i capelli,
    piccole carezze mi sfiorano.
    È la tua mano invisibile.
     
    Il vento soffia,
    muove tra il cielo
    bianche nuvole paffute.
     
    All’orizzonte il mare,
    d’azzurro colorato,
    riempie la distanza
    tra il cielo e la terra.
     

     
    Nel silenzio ascolto
     
    Vibra l’aria,
    porta con se
    il suono delicato
    del tuo silenzio
     
     
     
    Disturbo
     
    Passi
    lievi tonfi,
    porte cigolanti
    rubinetti sprizzanti acqua.
     
    Si prepara la notte
    in attesa del giorno nuovo
     
    distinguo lontana
    la tua presenza
    confusa da altre frequenze.
     
    Elimino il fruscio.
    La mia immagine
    riflette ora la tua.
    Ti sento
     
    E ancora una volta
    mi perdo.
     
     
     
    Paura
     
    Di incontrarti,
    di starti vicino,
    di parlarti.
     
    D’ascoltare le tue parole,
    di vivere la tua Parola.
     
    Mi guidi.
    Mi lascio condurre.
    Abbandono la paura
    abbandonandomi in Te.

    01 October

    In viaggio

    Traccia luminosa
    traiettoria
    orbita
     
    Luce tremula,
    distanza infinita
    separa le esistenze
     
    La mia
    la tua
     
    Mi perdo
    nella tua scia