Massimiliano's profileLa mia stanzaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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25 August RicordiEsistono luoghi che hanno la straordinaria capacità di farci tornare indietro nel tempo, andando a pescare quei ricordi che pensavamo di aver messo in soffitta già da un bel po'...
luoghi come ad esempio quel balcone che si affaccia sulla stessa strada, sugli stessi palazzi... da almeno da quando ne ho ricordo!
Come il balcone che si trova a casa di mia zia, balcone dal quale lasciavamo penzolare le gambe (io, mio fratello e mia cugina...), balcone dal quale lasciavamo cadere delle "gocce" di saliva sui passanti ignari...
Balcone che porta ancora indietro nel tempo, ai miei nonni, o più semplicemente a quando con mio padre andavamo a far visita alla zia...
E li il ricordo lascia lo spazio a ben altri sentimenti, mette da parte il passato e si proietta repentinamente nel futuro...
Nel futuro... sarà meglio chiudere gli occhi e affidare ancora una volta la nostra vita a chi ne sa molto di più... e non sa solo molto di più della nostra vita, direi che sa molto, tanto di più... Lui sa tutto di noi!
23 August Dialogo solitarioBisogna trovare il coraggio per dire le cose come stanno. Parresia.
Coraggio e franchezza. Una buona dose di sincerità.
Sembra quasi una ricetta. Gli ingredienti li abbiamo?
O abbiamo solo le indicazioni? Cosa abbiamo? Cosa rimane da fare?
Sinceramente, credo che rimanga da fare tanto. Molto.
E perché scriverti? Perché proprio ora?
Se da una parte mi chiedo il perché non poter parlare con te, da un’altra penso che sia la cosa migliore non fare altri passi in direzione opposta. E restare così. L’uno di fronte all’altro. Distanti.
Se c’è una cosa che ho imparato a fare è stare lontano dai “guai”. I miei. Ma non ho imparato. Niente passi avanti. Indietro sicuramente.
Un po’ come mangiarsi una crepe con la nutella dopo aver digiunato la sera. Cui prodest? A chi giova?
Domande. Tante. Le tue risposte. Poche. Come al solito.
Possono cambiare gli attori. Fermo restando il protagonista cambiano gli attori. La parte però che si “recita” è sempre la stessa.
Una parte da recitare… forse da provare e provare ancora una volta. Poi magari ancora un’altra volta. Alla fine pensi di essere bravo e di poter recitare senza sbagliare. Incappi sempre nello stesso errore. Bene. Cadi.
Qualcuno tende una mano e ti fa rialzare. Anche questo è bene.
Basta poco. Un sorriso è quella mano tesa. La stessa mano che anche tu hai teso. Forse in modo inconsapevole. Ora vuoi che qualcuno consapevolmente ti aiuti. Lo hai fatto tu nel passato. Tocca a te ora essere partecipe di ben altra gioia. Quella del perdono.
Perdono. Perdonare prima se stessi, poi gli altri. O viceversa? Basta scrivere parole: richiamano altre parole. Giacomo nella sua lettera parla di perfetta letizia. Anche Francesco ne parla.
Resistenza. Anche alla vocazione? Può essere. Quale vocazione: quella ortodossa, della giusta, retta, fede. Parole richiamano altre parole.
Giusta giustizia. Per me? Per tutti.
Matrice di coerenza. Strutture di peccato. Altre parole. Appunti sparsi qua e la.
Un nome… non lo ricordo. È il tuo?
Comprenderai mai cosa voglio comunicare? Disagio. Non solo quello.
Comunicare la voglia di comunicare. Sempre. Parole che leggerai e capirai perché solo tu potrai ricordare.
Guardarsi e proiettarsi nel futuro, una gigantesca luce alle nostre spalle. Confidare sempre. Sempre. In chi c’è sempre. Che è da sempre.
Ieri, oggi, domani. Lui ci sarà. Io non lo so. Non so cosa mi prenda: della mia gelosia non chiedermi mai. Ma non posso essere geloso di Lui!
Il futuro. Incerto. È un divenire.
S. Agostino, uti e frui… ti ricorda niente?
Non te ne ho mai parlato.
Non so se te ne parlerò.
17 August Il cielo, la terraViaggiano lungo strade,
insieme per poco.
Non chiedono dove,
come e perché, vanno.
Eremite nel nostro tempo,
nuvole giocano alte,
zampillando gocce...
Acqua... porti in te la vita!
16 August Come un sigilloNon ricordo le parole che ti ho detto,
non ricordo le parole...
Erano sincere con te.
Con gli altri... no?
Un continuo gioco il nostro,
un rincorrersi senza aver fretta.
Un tempo da aspettare:
giorni, mesi, anni...
Ho usato parole. Tante.
Ed ora il silenzio, il tuo. Troppo.
Le rughe che hai sul visoSolchi lasciati dal tempo.
Le conto, una, due...
e poi un'altra ancora...
Si muovono, salgono, scendono.
Le seguo, poi mi fermo.
Ti ripenso giovane,
guardo le fotografie.
Bastano nove anni,
tornare indietro a giorni altri.
Giorni in cui tu eri felice.
Obbedienza e servizioLa foto più bella che ho scattato la devo ancora scattare. Credo sia un primo piano. Il mio. Un primo piano che possa mostrare chi sono realmente. Cito mio fratello che cita Algirdas Greimas: "Ogni apparire è imperfetto". Qualsiasi foto scatterò resterà sempre imperfetto il mio apparire. E il mio essere?
Già il mio essere?
Il mio essere è semplicemente la vittima del mio stesso essere, ut nomen, ut verbum.
Credo sia più opportuno volare basso: due parole mi accompagnano da ieri, due parole incontrate per caso.
Obbedienza, servizio.
Obbedienza fa sempre "rima" con pazienza e resistenza. Servizio non fa solo rima con inizio. Non è questione ne di rime ne di canzoni.
Va solo messa in discussione la chiamata che abbiamo ricevuto e portiamo nel grembo.
Beato non tanto il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte, piuttosto "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".
Ritornano le due parole, obbedienza e servizio. Obbedienza nelle difficoltà. Sempre. Confidare nel Signore e fare il bene.
Solo il Signore esaudirà i desideri del cuore. Desideri. Quali?
Da grande farò il fotografo: ops sono già grande?
Il fotografo: le foto ancora da dare, quelle da sistemare, quelle solo da stampare. Di nuovo le foto. La foto più bella?
Si è persa nel laboratorio. Qualcuno ci ha creduto e non mi ha chiesto più le foto che voleva...
Una signora chiede continuamente la stessa cosa:
"Posso fare una telefonata? devo chiamare le mie figlie...!
Ma loro non possono chiamare?
Già, non possono chiamare? non possono mandare un sms? forse perché lei è senza cellulare?
non può mandare un messaggio di risposta?
Obbedienza. Sempre e comunque.
In guerra la cosa più intelligente da fare è disubbidire agli ordini. Anche un idiota può infatti eseguirli.
Obbedire. Ma non sono in guerra. O forse si: con me stesso.
Una guerra che è come la matematica: più tendiamo verso l'infinito più dobbiamo essere piccoli, fino a diventare uno zero...
Diversi tipi di infinito: l'Infinito. Abbassarci per fare posto a Lui nella nostra vita.
Interrogarsi. Nel silenzio restare muti ad ascoltare le risposte. Tradurle con la nostra vita.
In un canto gioioso e melodioso con le nostre voci stonate.
Preghiera per LauraSignore aiutaci a comprendere la nostra via... a comprendere... e a mantenere il retto cammino. Comprendere noi stessi, poi gli altri. Ma soprattutto una volta compresa la via Signore dacci fede e forza necessaria per perseguire il bene e la strada intrapresa: liberaci dalle distrazioni che distolgono lo sguardo da te... 07 August Quarta parte.Nel tempo si decide l'Eternità.
S. Kierkegaard
Faccio mia la frase di Soren K.
E la trasformo secondo le mie "intenzioni di vita particolari".
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