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    23 December

    Non sai cosa mi dai...

    Stupirsi.
     
    Sempre.
    22 December

    Varie e dintorni...

    Mediocrità.
    10 December

    Strana sera... parte 2

    Palermo 08/12/2006 2.03
     
    È una serata strana, una delle tante, una delle solite… una di quelle sere che chiudi gli occhi e cominci a pensare, vorticosamente i pensieri riaffiorando si affollano… che si può fare?
    Forse chiudere gli occhi e dormire… dormire che diventa un sonnecchiare, un vegliare, uno stato di semiveglia, restando pronti per affrontare un “nemico” che da un momento all’altro potrà nuovamente attaccare…
    Alla fine chiudi gli occhi, stanco per la tua lunga giornata, finalmente li chiudi… raccolto in te stesso, cominci a fare spazio, lasci che le domande che normalmente ti assillano, scompaiano… piano, piano, sempre più piano, dolcemente ti fai cullare da dolci ricordi, semplici sorrisi, gesti di tenerezza che ti hanno accompagnato in quest’oggi, in questi giorni, una telefonata, una voce che non t’ha riconosciuto… un sorriso anche immaginato, sovrapposto ad un’immagine…
    Chiudi gli occhi… li hai chiusi gli occhi… ora dormi… sei convinto che finalmente hai avuto la meglio! Dopo una giornata spesa a dare il meglio di te, per te e per gli altri, finalmente hai ottenuto il tuo sano riposo…
    Improvviso ti svegli… rumori provengono da fuori, distingui delle voci, non afferri il significato, un clacson suona ad intervalli… guardi l’ora… l’1.00… voci, sembra una lite… poi una voce urla “Silenzio!”, ma le voci ed il clacson non sembrano smettere.
    Una sgommata e via… le voci ed il clacson sono solo un ricordo lontano… ti alzi.
    La sete ti costringe a cercare il frigorifero… acqua… hai sete…
    Hai sete di acqua…
    Bevi…ti disseti…
    Ti accorgi di avere sete, sete di ben altra Acqua…
    La cerchi in fondo, non al corridoio, ma al tuo cuore.
    La trovi… ironia della sorte quell’Acqua che toglie ogni sete è in una specie di distributore automatico, non devi mettere una monetina per prenderla, nella gettoniera devi mettere tutto te stesso, devi donare tutto te stesso, per lasciarti riempire di quell’Acqua…
    La scusa di essere andato verso il frigo in pigiama ti giustifica per non aver portato soldi con te.. quel distributore non accetta spiccioli, prende tutto te stesso…
    Non hai scuse…
    Pian pianino torni nel tuo letto. Hai sonno. Magari chiuderai gli occhi, ti addormenterai subito.
    In fondo è semplice. Basterà solo spegnere la luce. Poi con le “tenebre” comincerà un altro viaggio che ti condurrà a domattina. Tutto con la notte diventerà un ricordo. Sai che comunque per una cosa, un pensiero, una persona, non è così. È diverso. È tutto differente. Ma è meglio non dire niente. Passerà. È una follia che deve passare: è essere folli in mezzo a tanti altri, è poter gioire di piccoli gesti, sorrisi, perfino del suono di una voce… è una follia. Anche la notte deve passare. Domattina spunterà ancora una volta il sole. Lo so, ne sono certo. Spunta il sole. Perché tu sei speranza. Tu sei speranza.
     
    Un gesto semplice… spegni la luce… click!
    03 December

    Strana sera...

    In questa strana sera
    non mi aspettare...
    Non mi cercare, ci sarò
    sarò l'aria intorno a te...
    27 November

    Interrogativo

    Cos'è?
     
    Nulla...
     
    Non importa...
    22 November

    Incontri: varie ed eventuali...

    Nascondersi a lungo dietro le proprie responsabilità non credo giovi a nessuno!
    Uscire allo scoperto, affrontare nel modo migliore quanto la vita a volte ci "sbatte" violentemente contro, è una strada che per quanto pesante da percorrere possa essere, deve essere battuta quanto prima. Se poi tutto, improvvisamente, si volge al meglio, non possiamo che ringraziare il buon Dio, che con un piccolo calcio ci ha fatto lasciare la vecchia trazzera e ci ha fatto immettere in una strada asfaltata!
    Il mio è solo un giro di parole, un po' lungo e arzigogolato, per ringraziare tutte quelle persone che incontro lungo il mio cammino. A volte c'è chi va, altre chi ritorna e poi se ne va di nuovo... Ma sono sicuro che quando tornano è sempre una grande gioia incontrarsi, rivedersi... dirsi semplicemente "Ciao, come stai?"... si potrà essere poi pieni di dubbi o di certezze, con un grande "boh" che giganteggia come sfondo nella nostra vita... non importa, l'importante è esserci! La nostra vita è uno spettacolo, unico, imperdibile, senza repliche!
    Se poi la Compagnia non ci paga che importa? Il nostro tesoro è Lassù!
    Grazie M!
    12 November

    Tea alle 17

    Dolci ricordi
    cuociono lenti
    lievitano alti,
    soffici, plum cake.
     
    Lenti scendono
    ingoiati da chi
    non gusta più
    il tuo sapore.
    01 November

    Nel silenzio ascolto

    Nell'angolo più buio della casa,
    il sole non illumina e non riscalda,
    piccole formiche intrecciano cammini rapidi.
     
    Solo l'eco dei loro passi,
    impercettibile.
     
    Nella stanza del mio cuore,
    illuminata da Te, mio sole,
    il tepore di un caldo abbraccio invernale
    d'un fresco abbraccio estivo,
    nutre il ritmo pulsante del cuore...
     
    Ora, netto e distinto,
    lo odo.

    Navigante

    Così, non per diletto
    avevo abbandonato
    il sentiero retto,
    andando lontano da Te,
    rotta smarrita che conduce
    all'altra sponda della vita.
    29 October

    Ore 3:48

    Improvviso mi sono svegliato... un botto... BOOM!
    che è stato? La domanda, è nata subito, istantaneamente mi sono chiesto cosa fosse accaduto. Ho guardato l'orologio. Le 3:48. Un rumore insolito per quell'ora del mattino, come una porta che sbatte. Ma ho lasciato tutto chiuso. La porta, la finestra, nulla che potesse chiudersi e provocare un suono così forte. Nulla. Forse qualche altra porta o finestra.
    Poi mi sono riaddormentato. Ho perso un po' di tempo per farlo, ma l'ho fatto. Mi sono svegliato qualche ora dopo. Con una domanda: cosa è stato?
    Ho chiesto in giro, se per caso qualcun altro avesse sentito. Niente, nessuno ha sentito niente. L'unica spiegazione? La mia immaginazione... Si, in uno stato semicosciente passare dal sonno al sogno infine alla realtà. Ho pensato davvero di aver immaginato tutto. D'altra parte perché solo io?
    Forse perché il libro riposto sullo scaffale era scivolato sonoramente nella mia stanza, non in quella dei miei amici, non solo nella mia testa...
    20 October

    Primavera

    Fari illuminano ombre…
    rimembranze dimenticate
    affiorano lente,
    non più offuscate dalla nebbia.
    Così ti avvicini nuovamente
    e lasci che si aprano confini,
    stranieri come noi un tempo…
    come giardini, già deserti,
    aridi, torniamo a fiorire.
    18 October

    Due momenti

    Mosso d’altro vento
    ora contemplo il Silenzio,
    nascosto lontano da te.
     
    Ineffabile, invece fuggi lontana,
    come un soffio fumante,
    alto già all’orizzonte.
    17 October

    Un'amica...

    Cade improvvisa
    lenta stilla dal cielo...
    anche tu... sorpresa!
    un tuo raggio, eccolo...
     
    Dal freddo nulla, ora scaldato
    inerme rimango
    accettando il tuo dono.
    11 October

    Lontano da casa

    Odori lontani...
    lasciano posto
    a ricordi vicini.
     
    Suoni familiari...
    sovrappongono voci
    di gente diversa.
     
    Visione e realtà,
    divise dal tempo,
    recise dallo spazio.

    Attimo di pausa

    Finalmente mi sono fermato!

    È passato un bel po’ di tempo dall’attimo in cui ho pensato che avrei dovuto scrivere qualcosa, al momento in cui tutto ciò si è realizzato e pian piano ha cominciato a prendere forma. Troppe cose da fare, troppe, ma veramente troppe! Il tutto poi è stato pesantemente condizionato dal recente infortunio accaduto a mia madre, niente grave, ma in ogni caso girare in casa col braccio destro ingessato fa si che i miei impegni casalinghi aumentino del 100%! Attenzione, non mi lamento, non è una lamentela, anche perché qualche giorno fa ho scoperto che bisogna passare dalle lamentele alle lamentazioni (e forse è una cosa che solo Angelo potrà cogliere…), è semplicemente una descrizione dei fatti che ha indotto solo tanta, ma tanta stanchezza.

    Inevitabilmente si tralasciano alcune cose, presi come si è da altri impegni, tuttavia nel cuore si serbano, gelosamente e con trepidazione, tutte quelle parole che avremmo voluto dire prima a chissà chi… vediamo insieme chi sono i “chissà chi”…

    Cominciamo con chi so io, con un gruppo di persone, amici con i quali ho condiviso qualche giornata delle mie durante questa estate: sono passate già due settimane dal nostro ultimo incontro, durante le quali ho avuto modo di centrare nuovamente l’obiettivo che fa parte della mia vita… un obiettivo il mio, che ha parametri ben diversi dai vostri, tutti numeri, percentuali e chissà cos’altro, certo, i vostri impegnano una parte della vostra vita, quella che si chiama lavoro, il mio obiettivo riguarda quella parte della vita che coincide con tutta la mia vita, chiamatela esistenza, vita terrena e vita spirituale, vita eterna, chiamatelo rapporto con Dio, con “l’Assoluto”, con “l’Infinitamente Altro”, con il “Tutt’altro che altro”, oppure se volete chiamiamola semplicemente vocazione, la mia vita nelle mani del Signore, per poter essere un giorno un fratello tra i fratelli, uno dei servi in quella vigna dove c’è tanto lavoro da fare.

    Aspetti vocazionali a parte posso ben dire che anche questa volta ho avuto la possibilità di fare una bella esperienza, conoscere persone nuove, cogliere aspetti della loro e della mia personalità che ho apprezzato, perché vuoi o non vuoi “tutto è grazia”!

    Il mio grazie va a Carmelo, Dino, Gero, Angelo, Antonella, Daniela, e perché no, anche a Maria Grazia e a Gabriele, grazie di cuore, veramente, avrei tante cose da dire, ma vorrei che una volta tanto fosse il silenzio a parlare e ad esprimere quanto vi sono grato. Perché la mia vita è un cammino, ad ogni passo incontro sulla mia strada persone da accogliere ed amare. E i passi che mi conducono verso Lui, sono a volte stanchi, altre pesanti, altre ancora sembra di correre e di poter arrivare quanto prima… altre infine sono passi cadenzati dall’inesorabile scansione del tempo, in un’aridità desertica dalla quale si esce solo con un incontro che ritempra il corpo e lo spirito, grazie a chi, all’Uno che da sempre ci tiene sotto assedio con la sua infinita misericordia…
    07 October

    mercoledì 4 ottobre 2006

    Poche righe veloci… rapido trasmetto su questo foglio le mie sensazioni, quasi fosse una foto, uno scatto sulla mia esistenza, su quello che sono, su quello che vedo…. Su quanto vivo…

    Vivo il caldo di una giornata strana, il cielo coperto nasconde il sole alla vista, l’aria calda ricorda che da qualche parte lui c’è, pronto a riscaldare le masse che riempiono l’ampia distesa azzurra sopra di noi…

    È come Dio… non lo vediamo, ma ne sentiamo la presenza… Dio come il sole… I raggi del suo amore che si spandono sulla Terra, in ogni luogo in ogni direzione, si spandono fino agli estremi confini della terra… anche se non li vediamo, sentiamo il loro benefico agire su di noi, sulla natura che ci circonda…

    Mettersi all’ascolto della parola di Dio, la Parola Silenziosa che urla l’amore di Dio per noi… oggi è possibile, basta solo volerlo: lo possiamo fare nelle nostre stanze, da soli o in compagnia, in un giardino o in un bosco assolato, qualsiasi posto diventa luogo di incontro preferenziale con il Signore. Basterà volerlo incontrare. Lui c’è. Siamo noi a non volerlo vedere. Ad ignorare ancora una volta la sua presenza nella nostra vita, ad ignorare che la nostra vita è solo nelle sue mani: dobbiamo aumentarne però la consapevolezza.

    Nella festa di s. Francesco d’Assisi è inevitabile pensare la natura come specchio della Creazione, una creazione che irradia tutta quanta la bellezza che il Sommo Creatore le ha voluto conferire. Noi contempliamo. Stiamo a guardare.

    A volte restiamo troppo fermi a guardare, la nostra contemplazione scade in un trascurare quanto Dio ha affidato all’uomo…

     

     

    Meraviglia
     
    È incredibilmente disarmante
    la tua presenza nella mia vita.
    Umile, povero, paziente.
    Così è come tu mi vuoi.
     
    Paziente aspetto,
    povero divento,
    umile ti cerco, ti accolgo:
    il tuo silenzio mi rapisce.
     
    Mi conduce dove tu vuoi,
    nel mondo che hai creato,
    ove cicale e uccelli lontani
    arpeggiano in coro la tua lode.
     
     
    Un pensiero
     
    Si alza  la vela,
    spinta dal vento
    mi porta al largo.
     
    Nel porto sicuro,
    il faro luminoso
    attende il rientro.
     
     
    T’ho rivisto nel silenzio
     
    Risate lontane
    rompono lievi
    il silenzio orante.
     
    Taciti sguardi
    incrociano sinceri
    visi d’amici ritrovati.
     

    martedì 3 ottobre 2006

    Le tue parole
     
    Le tue parole le ho dimenticate
    non ricordo più quanto mi hai detto.
    Non ricordo il colore dei tuoi occhi,
    o il suono della tua voce.
     
    Non ricordo ne il giorno che ti ho incontrato,
    ne il dì che te ne sei andata.
     
    Ricordo che mi sono ritrovato solo.
    Ma l'uomo in fondo non lo è mai.
     
     
     
    Nella notte oscura
     
    Il tuo passo davanti al mio
    La tua mano sulla mia spalla
    La tua voce forte che rincuora
    urla silenziosa il tuo amore.
     
     
     
    Non è la tua voce?
     
    Il vento soffia,
    tra gli alberi stanchi,
    d’ondeggiar soli
    dal mare lontani.
     
    Sul viso, fra i capelli,
    piccole carezze mi sfiorano.
    È la tua mano invisibile.
     
    Il vento soffia,
    muove tra il cielo
    bianche nuvole paffute.
     
    All’orizzonte il mare,
    d’azzurro colorato,
    riempie la distanza
    tra il cielo e la terra.
     

     
    Nel silenzio ascolto
     
    Vibra l’aria,
    porta con se
    il suono delicato
    del tuo silenzio
     
     
     
    Disturbo
     
    Passi
    lievi tonfi,
    porte cigolanti
    rubinetti sprizzanti acqua.
     
    Si prepara la notte
    in attesa del giorno nuovo
     
    distinguo lontana
    la tua presenza
    confusa da altre frequenze.
     
    Elimino il fruscio.
    La mia immagine
    riflette ora la tua.
    Ti sento
     
    E ancora una volta
    mi perdo.
     
     
     
    Paura
     
    Di incontrarti,
    di starti vicino,
    di parlarti.
     
    D’ascoltare le tue parole,
    di vivere la tua Parola.
     
    Mi guidi.
    Mi lascio condurre.
    Abbandono la paura
    abbandonandomi in Te.

    01 October

    In viaggio

    Traccia luminosa
    traiettoria
    orbita
     
    Luce tremula,
    distanza infinita
    separa le esistenze
     
    La mia
    la tua
     
    Mi perdo
    nella tua scia
    29 September

    Una lampadina...

    Ha un filamento
    sottile
    molto sottile
     
    La sua luce
    forte
    molto forte
    illumina...
     
    Una luce al mio passare
    si è spenta
     
    Filamento troppo sottile?
     

    Definizione di stanchezza...

    Al momento non è possibile darne una...
    Sarebbe opportuno riprovare più tardi...
    magari tra un poco...
    Ovvero dopo che sarò andato a prendere la macchina che mia madre ha lasciato posteggiato un po' lontano da qua: per andarla a prendere mi "servirò" dell'aiuto del fidato amico Alessio... Ops! è tardi devo andare a prenderlo!